“Pensavo che la violenza è quotidiana.
È nascosta dietro maschere di finto perbenismo, di finto interesse verso il prossimo.
La violenza è per tutto, la discriminazione è all’ordine del giorno.
Discriminiamo le persone spesso solo perché loro sono sincere.
E la sincerità è quella cosa che dovrebbe avere un valore importante, invece è lo strumento per la quale le persone che la applicano, a volte vengono discriminate.(Questo è un esempio)
Da un idea politica o personale, da un pensiero fine a se stesso o a un vero e proprio ideale.
C’è troppa gente che si illude di avere potere e lo applica quasi sempre con la violenza verbale e nel peggiore dei casi fisica perché è l’unica arma che hanno.
Il problema è che una è l’inizio dell’altra.
Il problema che le persone non hanno il coraggio di denunciare, di ribellarsi, di amarsi.
Il problema che siamo schiavi di una società che ci vuole schiavi, ci vuole virali, ci vuole conformi, perché così un singolo, ipoteticamente, può domare meglio un gregge se tutte viaggiano bene e in ordine nella stessa direzione.
Ho letto che Ribellarsi (ri-bellarsi) può essere visto come tornare al bello, anche se la traduzione vera è propria non è questa ma mi piace sognare che sia così.
Ecco, visto che nessuno di noi cambierà il mondo intero però nel suo piccolo può provare a cercare di Ri-bellarsi, o meglio dire Ritornare al suo bello.
Sarebbe un primo passo.”

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